CENTRO STUDI VIGNOLA

Associazione Culturale
Anche noi del Centro Studi, ogni anno organizziamo il nostro sogno che è la nostra festa
Il Presidente del Centro Studi Vignola

Centro Studi Vignola



Foto in sequenza

Ringraziamo tutti i Poeti
che hanno inviato al
Concorso Internazionale di Poesia di Vignola
le loro Poesie, numerosi anche per questa 6° edizione.
Poeti esteri - Poesie da:
AUSTRALIA  EGITTO  GERMANIA  SVIZZERA  USA

Poeti partecipanti al Concorso Internazionale di Poesia 2010
Regione   N.ro autori %    
        (*) di cui: N.ro Autori %
Piemonte   31 7,45  
Valle d'Aosta     0,00  
Lombardia   50 12,02  
Veneto   39 9,38 Piacenza 5 4,67
Trentino - A.A.   3 0,72 Parma 5 4,67
Friuli   6 1,44 Reggio Emilia 8 7,48
Liguria   6 1,44 Modena 40 37,38
Emilia (*)
  107 25,72 (Vignola) 6  
Toscana   42 10,10 Bologna 30 28,04
Marche    20 4,81 Forlì-Cesena 3 2,80
Umbria   6 1,44 Ravenna  4 3,74
Lazio   39 9,38 Ferrara 10 9,35
Abruzzo   12 2,88 Rimini 2 1,87
Molise   3 0,72    
Campania   8 1,92 Totale 107
Puglia   10 2,40
Basilicata     0,00
Calabria   7 1,68
Sicilia   20 4,81
Sardegna   2 0,48
ESTERO   5 1,20
Totale 416

Classifiche ufficiali: per i premiati
SEZIONE "A"
class. titolo opera autore località
BISNONNA DELLA TERRA
Comastri Elisabetta Spoleto PG
GLI ULTIMI PROFUMI DELL'ESTATE Paraboschi Luigi Castel San Giovanni PC
12° PAZZIA DI GRIDI Baroni Carla Ferrara FE
13° SFIDE Ferreri Anna Castel San Giovanni PC
14° SALE DALLA CITTA'… Costantini Laura Centobuchi AP
15° "IMPROVVISA AL MIO CUORE, O MARIA BIONDA…" Pratici Marina Aulla   MS
16° TERRA STRANIERA Della Porta Fortuna Roma RM
17° CIO' CHE IO CHIAMO MAMMA Polvani Paolo Barletta BT
18° PELLE DI SERPENTE De Marchi Lella Pesaro PU
19° RITORNO DI GULÀM MASÙM Rossi Luciano Brugherio MI
20° L'UOMO GIOVANE… Borsoni Paolo Ancona AN
in ordine alfabetico dal 21° al 30°
IL POLLICE VERDE Belloli Patrizio Ghisalba BG
SAUDADE Catuogno Maria Gisella Portoferraio LI
IN FORMA DI LETTERA D'ADDIO Centomo Bruno Santorso VI
LE BARCHE DEL CUORE Clerici Fabio Milano MI
AMORI E CROCI Guidi Francesco Guamo LU
DAL CIMITERO EBRAICO DI FERRARA Rodriguez Paolo Rimini RN
QUANDO UNA STORIA FINISCE Sangiovanni Paolo Roma RM
L'ULTIMA THULE Tamaro Tristano Trieste TS
UN GIORNO FORSE Vettorello Rodolfo Milano MI
AL DI LA DEL MALE. Volante Daniele Cassino FR
Prime due opere di modenesi
ASIMMETRIE DI UN GIORNO QUALUNQUE Piccolo Giò Modena MO
CINQUE TERRE Peliciardi Emma San Felice sul Panaro MO
Prime due opere di vignolesi
VENNE INFINE MEZZOGIORNO Venturi Matteo Vignola  MO
MAMAN Peponi della Casa Elisabetta Vignola  MO
Prima opera internazionale
UN MATTINO COME TANTI
Elias Cathy Ann
Chicago I.USA
SEZIONE "B"
class.
titolo opera
autore località
AL CENTRO DELL'ATTESA Cecchi Ida Barberino di Mugello FI
LE VERITA' IMPERFETTE Pratici Marina Aulla MS
LA SEDIA Delmonaco Elio Arizzano VB
IN CERCA DI TE Fazio Nicoletta Lanciano CH
In ordine alfabretico 1-15
IL VENTO PORTA IN ALTO I MIEI PENSIERI Argenti Maria Ebe Varese VA
UNA VOLTA PER SEMPRE Betti Marco Figline Valdarno FI
ATTESA Caramanico Tina Abbiategrasso MI
TU Comastri Elisabetta Spoleto PG
ANCORA NUOVA L'ATTESA Gregorini Daniela Ponte Sasso di Fano PU
DA QUALCHE PARTE DEL CUORE Lazzerotti Bruno Milano MI
NELLA LUNGA ATTESA DI GLICINI DORATI Magnavacca Anna Aulla MS
L'ATTESA Remiddi Sandro Roma RM
E' QUESTO Rodriguez Paolo Rimini RN
FINGERO' DI DORMIRE… Rossi Luciano  Brugherio MI
ASPETTO L'ALBA Vettorello Rodolfo Milano MI

SEZIONE A - 1ª classificata
COMASTRI ELISABETTA     Spoleto PG
Bisnonna della terra
Ti ho spiata
riflessa negli occhi affogati
della tua minestra della sera
in cerca fra anelli e stelle
dei sapori sopiti all'ombra del passato.

Lento il tuo riandare al cucchiaio
timido alla bocca muta di rimpianti
coi figli appesi a telefoni lontani
dal tuo mondo di antiche lettere all'inchiostro.

Solo di smorfia s'azzarda un sorriso
al nipotino biondo di sale e di capricci
appeso sulle gambe e distorto
fra le bucce gualcite e un torsolo di mela.

Sconfina l'immenso
fra le tue rughe e il primo suo dentino
eppure vi raduna quell'unica tovaglia
mista di quadri al telaio e tondi antichi
come macchie ostinate d'inutile memoria.

Ti ho spiata, così, a rintanarti nel bicchiere
fra sorsi di vita e il sale d'una lacrima testarda
bisnonna della terra
che mille madri annodi sul piatto della sera
che mille notti insonni riavvolgi
sul letto d'una camera in inverno.

E il respiro t'indugia sul bilico seppiato
di quella foto in cui restasti donna
per sempre nella festa che racconti
vestale dei ventri fecondi
e d'arnie d'api nei rossori d'una sera.

Ti ho spiata, così,
sfessurando le pieghe della vita
sogguardando la traccia delle vene
strade a ritroso verso primavera.


SEZIONE B - 1ª classificata
Cecchi Ida    Berberino di Mugello FI
Al centro dell'attesa
Vienimi a trovare, sotto la quercia vecchia
quella che copre di frescura la panchina
anche se è tardi, la cena è quasi pronta
e il crepuscolo già entra dal cancello.

Pensieri inquieti vagano nel silenzio
la mani sonnecchiano sul ventre, qui seduta
il mondo è un'ombra a fianco.
Senza scostare l'orlo della veste
lascio cadere ricordi come foglie
e il pallido chiarore delle ciglia
fa sembrare sogni le amnesie.
E' un'invisibile clessidra il già vissuto
rifugi morbidi a consolare catene
- che stringono il presente -.

Vienimi a trovare, con un fiore in mano
come mi portavi da bambino
quando cercavi tra i coriandoli il domani
nelle sere al calore del primo fuoco
in quella casa di miele e astri.

Il mio viaggio già odora d'uva spina
e forse non è più tempo
d'inseguire il corso avido del fiume
o di nutrirsi d'incanti e rosse tegole
ma il fiato degli inverni
non ha scalfito questa stretta di radici
la brina non ha diluito il sangue. Così
resto ad aspettare
dietro fragili barlumi e caramelle d'orzo.
Nel vuoto che cade
appendo il tuo volto al centro dell'attesa
e spando in questi giorni lucidi di cielo
tutto il mio amore, vero in ogni istante.


SEZIONE A - 2ª classificata
Pancaldi Pugolotti Paola    Segrate MI
FINESTRA D'OSPEDALE
Ritagliata nella finestra d'ospedale
una vetrina di verdi stinti e rossi
di antenne e cieli molli
come in fine d'estate.
Eppure è ancora agosto
e gorgoglia l'ossigeno nel vetro
come cascata di acque alpine,
mentre tu dormi con occhi sgomenti
nel disfarsi di un giorno
che assomiglia alla notte.
Un volo opaco di passeri
precipita e risponde
al grido di roccia del gabbiano
che un giorno udii sul mare.

Passano càmici, bianche infermiere
bordate di rosso aghi siringhe
intermittenze di tubi
vetro acciaio bende e
dietro la finestra d'ospedale
un palcoscenico di case uguali
vite smorte ombre lacerate
ove tutto si svuota e il cigno
piange sul lago di acque verdi.
Leggo ali'indietro la storia
delle nostre vite e così breve
è il percorso della moviola,
così imminente il precipizio.

Stanotte nei corridoi stanchi
gemeranno calligrafie di sogni
come cenci abbandonati.
E dietro la finestra d'ospedale
cadranno le comete danzanti
nel cielo di San Lorenzo.
Cercherò un lampo un soffio
un sibilo di luna
la bugia di un desiderio.

Agosto 2009

SEZIONE A - 3ª classificata
Meola Mario    Bibbiena AR
La mia sera
Leggera
calò al monte la mia sera.

Ancora volteggiavano i tuoi passi
sul tempo sconfinato, sul sentore
di siepi che stendevano infinite
la nuda cera di recenti voli.
Mi prese del tuo mare un'eco impressa
nel fondo di quel rapido ansimare:
riaccesa la stagione delle rive,
ripercorsa dal brivido del tuono.

Tracciammo fiordalisi, tu ricordi,
sui nastri d'oro delle spighe nuove
che nelle attese ornavano i ritorni;
ed io, fermo su tracce consumate
da lave di parole e di memorie,
tornavo a dissetare la mia vena
al largo sussurrare delle luci.

Ora vorrei cantare quell'arancio
che rivestiva il vespro di quiete,
gli squarci della sua malinconia
donata a primavere senza voce:
le vele vòlte a chiaro disincanto
dimenticano i volti nella fuga,
e sosta solo un coro palpitante
dove ancora una lacrima e in ascolto,

leggera
;sui rintocchi d'ogni sera.
SEZIONE A - 4ª classificata
Meneghetti Graziella    Rosà VI
UN UOMO...PADRE
E rimango appesa
a quel fragore d'acqua
come a cento chiodi
di memoria

cento storie di una vita che non passa.

Le tue braccia
celebravano i silenzi
degli inverni di betulle tutte uguali
e nei palmi
delle mani chiuse
custodivi vortici di foglie

-verrà presto l'estate-
sussurravi dentro un alito di gelo
e sembravi davvero troppo stanco
mentre
buttavi un passo dopo l'altro
trascinandoti lento.

E forse
avevi il sonno triste
per un dolore in petto
mai consumato

-è tardi- dicevi
-ci vediamo domani-
ma nessun volo di rondine
canterà il tuo addio.

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