CENTRO STUDI VIGNOLA

Associazione Culturale
Anche noi del Centro Studi, ogni anno organizziamo il nostro sogno che è la nostra festa
Il Presidente del Centro Studi Vignola

Centro Studi Vignola






Classifiche ufficiali premiati, segnalati e pubblicati.
Dal verbale della riunione di giuria
svoltasi l'11 Gennaio 2010
SEZIONE "A"
classifica
titolo opera
autore località
SFUGGE IL SENSO PER CUI DIVENTO ANSIOSA Argenti Maria Ebe VARESE
L'OMBRELLO E L'AMORE Giovanardi Gabriella Montale R. MO
LA VITA ETERNA Marcorelli Maria Pia ROMA
I CILIEGI BIANCHI DI HIROSHIMA Monari Tiziana PRATO
DAMMI, SIGNORE, DIGNITA' DI UOMO Baroni Carla FERRARA
DAL BALCONE Bertolino Alessandro TORINO
QUELLE DONNE….. Zannini Antonio Pieve di Soligo TV
CONTRADA MONTECRETACCIO Costantini Laura Centobuchi AP
UNA TERRA - UNA DONNA Capecchi Loriana Quarrata PT
10° INVERNO Piccioli Paolo Castelfranco E. MO
11° IL PIANTO DEL CAIMANO Mainero Tiziana Scurcola Marsicana AQ
12° CLANDESTINO Zanasi Ferrari Emanuela Castelfranco E. MO
13° GRANI D'AZZURRO INTERMITTENTE Catuogno Maria Gisella Portoferraio LI
14° IL COLORE DEI TUOI OCCHI Lerri Baldo Aldeno TN
15° LA TERRA DELLE ZAGARE Consoli Carmelo FIRENZE
16° LA COLONNA De Marchi-Gherini Antonio Gera Lario CO
17° NEL GIARDINO DELLE PIETRE MUTE Mezzetti Marco BOLOGNA
18° L'UOMO DELLA MINIERA Cantini Aurora Nembo BG
19° "FOTOGRAFIA D'UN BIMBO" Ragazzi Davide Sarnico BG
20° I SOGNI DI UN BIMBO Falcone Gustavo Castrocielo FR
in ordine alfabetico dal 21° al 30°
TROPPO BREVE Adani Roberta Spilamberto MO
FOLLIA? Cecchi Ida Barberino del Mug. FI
NEL SILENZIO Civello Palma PALERMO
LETTERA ALLA FIGLIA ANGELA De Maria Mauro PARMA
LA FOTOGRAFIA DI UN OCCHIO Molinari Maurizio Alberto Noviglio MI
QUARTINE PERSIANE Perasso Nicola VERCELLI
LA PIENEZZA DELL'AMORE Pratici Marina Aulla MS
GROVIGLIO D'AFFANNI Provenzano Marisa CATANZARO
CILIEGI IN SFIORE Venturi Lauro Vignola MO
VIA DELLE CENTO STELLE Vicaretti Umberto Luco dei Marsi AQ
Prime tre opere di modenesi
L'OMBRELLO E L'AMORE Giovanardi Gabriella Montale R. MO
INVERNO Piccioli Paolo Castelfranco E. MO
CLANDESTINO Zanasi Ferrari Emanuela Castelfranco E. MO
Prime due opere di vignolesi
CILIEGI IN SFIORE Venturi Lauro Vignola MO
IL VASO DI PANDORA Bellucci Sandoni Giorgia Vignola MO
Prima opera internazionale
A CERVARA DI ROMA Cozzi Gennaro Victoria AUSTRALIA
SEZIONE "B"
classifica
titolo opera
autore località
UN SOGNO……ALLA STAZIONE Cardillo Anna Maria ROMA
SERE DI COLLEGIO Piccinini Bruno Varano Marchesi PR
CIAO MAMMA Nale Milly Manciano GR
in ordine alfabetico dal 4° al 15° posto
DEL PICCOLO INCANTEVOLE MIRACOLO Argenti Maria Ebe VARESE
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE Bellucci Sandoni Giorgia Vignola MO
LA CASA SULL'ALBERO Cicognani Alda BOLOGNA
UN SOGNO Civello Palma PALERMO
PORTICO ANTICO Costanzini Margherita Vignola MO
IL SOGNO DELLA NEVE Degl'Innocenti Roberta FIRENZE
INVERNO De Marchi-Gherini Antonio Gera Lario CO
DI UN UOMO E UNA DONNA Messori Gemma Serramazzoni MO
SOGNO Naro Maria Concetta S.Cataldo CL
LA VELA BIANCA Scarparolo Ines VICENZA
VERTICALE LIBERTA' Trombetti Paola Narni TR
SOGNI D'ALBA Vettorello Rodolfo MILANO
La premiazione sarà effettuata il giorno:
Sabato 10 Aprile 2010 ore 16,30
presso la Sala dei Contrari Castello di Vignola (g.c. Fondazione di Vignola)
nell’ambito della 41^ Festa dei Ciliegi in Fiore come da comunicato stampa.

Sfugge il senso per cui divento ansiosa
(endecasillabi e settenari, versi sciolti)

Sfugge il senso per cui divento ansiosa
la sera, mentre chiudo le persiane.
Tutto è cambiato intorno a me negli anni,
perfino le pareti
mi s’incurvano come in un grandangolo;
guarda quante stagioni appese al muro,
ogni stagione ha in sé qualche tormento
che placarsi non può
e nulla resterà su questa Terra
se non la nostra impronta del dolore.

Pescano nel profondo questi versi,
per catturare chi mi tiene avvinta
all’ossessiva vacuità del vivere
con stagioni che invano si susseguono
volando più dell’ansia che s’oblia.
La vita stessa è una stagione vana,
più vana è la stagione della morte
che non vive e non può neppur morire.
Soltanto un verso rimane in superficie,
sa che tutto si spagina nel tempo
e lui non vuole illudermi di cose
che pur potendo esistere non sono.

Sfugge il senso per cui divento ansiosa
la sera, mentre chiudo le persiane;
a riscaldarmi m’avvicino al fuoco
che si spegne in silenzio, poco a poco.

Argenti Maria Ebe
VARESE

SEZIONE B - 1ª classificata 2009

Un sogno... alla stazione
Qui i treni
son solo di passaggio,
annodando di corsa
stazioni sorelle
e deserte
svogliate di sole
e silenzio,
dove unico batte
un campano
per dire a nessuno
che il tempo
non sempre è lo stesso
e non sempre
in avanti cammina,
E se un treno si ferma
stupito sui freni
è solo perché
distratto l’autista
inseguiva un arrivo
ancora lontano.
Ne scende, smarrita,
una donna vestita d’antico:
un largo cappello di piume
e un morbido velo sul viso,
in mano, col guanto,
sorregge una borsa che pesa.
Più avanti anche un uomo,
straniero e sperduto,
è sceso dal treno,
le prende la borsa
or piena di nulla
e insieme alla donna
s’avvia all’imbrunire
là dove il destino
ha confuso, per gioco,
due tempi e due storie lontane.

CARDILLO ANNA MARIA
ROMA

SEZIONE A - 2 ª classificata
L'OMBRELLO E L'AMOR Sui campi di grano di un giugno ormai lontano
Si addensa un temporale, gonfio di pioggia.
Lo splendore del sole presto si attenua,
l'umida afa opprime i contadini al lavoro.
Il sudore scende sulla fronte di Teresa:
zigomi forti, faccia dolce ed altera.
I suoi occhi inquieti dal ventre, gravido ancora,
sfuggono al cimitero dove, prima di sera,
l'acqua potrebbe sciupare l'ultima casa
di Elide, sua prima figlia, tanto amata
e già perduta.

Senza pietà bruciata da un liquido bollente,
fetido, alle bestie destinato.
L'incomprensibile, misera sorte
che ruba la vita ai figli, da bambini.
Non rimane niente, niente.

Affannata, Teresa corre a prendere un ombrello,
il più grande e robusto e poi sul tumulo lo apre
così la piccola è difesa da lampi e fango.
Per lei deve fare qualcosa di giusto.
Rigagnoli sporchi sui piedi nudi e gonfi,
brividi e vecchia fatica sul dorso eretto.
Ora spiove lentamente,
tra strazio e amore l'anima è sospesa,
un'altra vita le viscere strige a morso.

Per amare di nuovo adesso è pronto
Il grande, triste cuore di Teresa.

Giovanardi Gabriella
Montale R. MODENA

SEZIONE A - 3 ª classificata

LA VITA ETERNA
La bambina che guardava le galassie su foto grandi come lenzuoli
e ci si tuffava dentro come fosse il mare
e toccava le stelle senza sceglierne una
si è fermata in quella stanza una notte di coprifuoco
nella città blindata.

Ha ancora due treccine senza forma
e le pupille di fango e oro puntate sul re magio
che è sceso dall'Osservatorio di Monte Mario con un tesoro
e ha vuotato il pacco sul tavolo da pranzo.
E' una tovaglia nera accesa da ricami d'argento
da grappoli di luce da gocce di latte da grumi di perle.
E' un pasto INFINITO imbandito sulla tavola
è la VITA ETERNA esposta come un grande boccone
è un gioco di sogni dentro un sogno
un'offerta di passato e futuro coperta dal mistero
che aspetta un occhio umano per svelarsi.
E' troppo per una bambina nella notte di guerra
una bambina impastata di fame e sete
che cerca il suo nome nei labirinti delle galassie..

Lo stupore di allora si sveglia da lunghi letarghi
e te lo trovi in mano come una moneta dimenticata in una tasca
una moneta che non hai speso al momento giusto

quando potevi comprare tutto.
La tocchi e non la guardi. E' fuori corso da mezzo secolo.

Marcorelli Maria Pia
ROMA
SEZIONE A - 4 ª classificata

I ciliegi bianchi di Hiroshima
Sono pieni di cuori rossi
i ciliegi bianchi di Hiroshima
fioriti di nomi come gerani alla finestra
cangianti di oscuri sortilegi
nascondono nelle foglie
ossa di cavalieri alati
le maschere d'argento di donne dai capelli lunghi
bambini di vetro e di cristallo.
Spirali di colore in un azzurro stretto
brulicanti di cuculi e cicale
si cibano di primavere fredde
la luce che li fende da lontano
la tenebra che li illumina capovolti
stanno immobili nella casa del naufrago veggente
a bocca larga
ammiccando l'assedio dolce del dolore
intorpiditi da un'unica illusione
a ricordare nei giorni di vento caldo
l'infinita crudeltà dell'uomo
il suo eterno non amore
brillando opachi di tenerezza persa.
Acini blu dispersi nella neve.

Monari Tiziana
PRATO

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