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ALL'OSTERIA DEI GIORNI PERDUTI
All'Osteria dei Giorni Perduti
i miei caffè avevano il profumo dell'amore...
li sorseggiavo in piedi, lentamente,
fingendo indifferenza per quei due occhi scuri
dietro il banco, che si abbassavano, timidamente,
se solo il mio sguardo indugiava oltre quel tanto..
e di canzoni, sogni, del perdurante inverno,
di questo io ciarlavo, così, quasi distrattamente,
quando ben altro avrei voluto dire a lei
che sempre sorrideva e mi sfiorava la mano
con la sua... ed io a confondere quel gesto,
quella dovuta cortesia...
finché un giorno...
non più quegli occhi, né quelle mani...
e a nulla valse il mio guardarmi attorno,
cercare oltre ogni sguardo un segno...
nulla, solo il lacerante spasmo di un'assenza
servita insieme all'ultimo caffè, amaro,
come può essere un addio...
e ancora mi confonde
il gesto che non feci,
la parola che non dissi,
l'abisso di quegli occhi
e il suo ricordo.
Daniele Rossi
Santarcangelo di Romagna (RN)
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