La bambina che guardava le galassie su foto grandi come lenzuoli
e ci si tuffava dentro come fosse il mare
e toccava le stelle senza sceglierne una
si è fermata in quella stanza una notte di coprifuoco
nella città blindata.
Ha ancora due treccine senza forma
e le pupille di fango e oro puntate sul re magio
che è sceso dall'Osservatorio di Monte Mario con un tesoro
e ha vuotato il pacco sul tavolo da pranzo.
E' una tovaglia nera accesa da ricami d'argento
da grappoli di luce da gocce di latte da grumi di perle.
E' un pasto INFINITO imbandito sulla tavola
è la VITA ETERNA esposta come un grande boccone
è un gioco di sogni dentro un sogno
un'offerta di passato e futuro coperta dal mistero
che aspetta un occhio umano per svelarsi.
E' troppo per una bambina nella notte di guerra
una bambina impastata di fame e sete
che cerca il suo nome nei labirinti delle galassie..
Lo stupore di allora si sveglia da lunghi letarghi
e te lo trovi in mano come una moneta dimenticata in una tasca
una moneta che non hai speso al momento giusto
quando potevi comprare tutto.
La tocchi e non la guardi. E' fuori corso da mezzo secolo.